Andiamo a Muhanga!
In una bellissima canzone swahili gli ebrei, in
fuga dall'Egitto, esultano di gioia con queste parole: Tunaenda Kanana! Andiamo
a Kanana, la terra promessa.
Muhanga è la terra promessa, la terra dei Waibrahimu, di coloro che, come il
popolo ebreo guidato da Abramo, invece di litigare con il proprio vicino per un
lembo di terra, hanno scelto di abbandonare Lukanga, il loro villaggio, per
fondarne uno nuovo.
Un passo della Bibbia (Gen.13,8) ha ispirato Padiri Giovanni e l'ostetrica
Concetta, missionari volontari da trenta anni nella diocesi di Butembo-Beni,
gemellata a quella di Noto, e segno inconfondibile della tenerezza di Dio. Un
gesto radicale, forte, emblematico perché indice di una fede matura, di un'
indole predisposta alla rinuncia e al sacrificio.
Chi di noi cederebbe per amore di pace ad un prepotente, chi sarebbe disposto a
mettere in discussione o a rivedere anche in parte le proprie posizioni per
evitare conflitti? Chi lascerebbe il proprio Paese riponendo totale fiducia
nella Parola di Dio che promette cieli e terra nuovi?
Qualcuno potrebbe pure obiettare: questi poveri agricoltori non sono stati in
grado di difendere i propri diritti. Niente di tutto questo. Muhanga è nata
sulla roccia della Parola, è frutto di una scelta precisa, difficile, sofferta
in un Paese, la Repubblica democratica del Congo, in cui, incredibile ma vero,
non esiste uno stato di diritto, e in cui il censimento, che si sta svolgendo in
vista delle prossime elezioni politiche, è controllato dai militari che spesso
saccheggiano villaggi, derubano la gente per strada e violentano le donne,
nonostante la presenza di forze dell'ONU.
Eppure nel caos di un Paese tanto bello e ricco di risorse naturali, quanto
dimenticato o peggio sfruttato dagli ex-coloni e non solo, è nata Muhanga,
bellissimo e ridente villaggio del Nord Kivu abitato da una popolazione gentile
ed ospitale che accoglie lo straniero senza preconcetti, senza timore o
risentimento.
Ci hanno chiamato rafiki amici ballando e suonando per noi, hanno spalancato le
porte delle umili capanne, facendoci partecipi della loro cena a base di bucali,
fagioli e granturco (il solo pasto giornaliero) e donandoci uova, galline,
ananas e limoni...ma soprattutto la sincerità dei loro sguardi e dei loro cuori.
Spesso ci siamo sentiti poveri, indegni, inadeguati, perchè incapaci di
corrispondere a tale ricchezza. Abbiamo percepito la presenza dell'Amore di Dio
nei valori di una vita semplice ed essenziale, nella purezza e limpidità dei
sentimenti e abbiamo provato disagio e vergogna nel sentirci parte di quel mondo
occidentale spesso insensibile che pone il denaro e il successo alla base del
proprio vivere quotidiano. Abbiamo apprezzato la genuinità dei comportamenti, la
felicità della condivisione, lo stupore nel ricevere, la gioia del canto e degli
incontri di preghiera comunitari, dove anche la lingua lungi dall'essere un
ostacolo, si è rivelata anch'essa motivo di arricchimento.
Siamo partiti in nove, tutti modicani provenienti da parrocchie ed esperienze
diverse, portiamo dentro di noi tutto questo e altro ancora per farvene dono e
per invitarvi a visitare MUHANGA, terra di Dio.
Maria Grazia, Chiara, Emanuele B., Emanuele S.,Floriana, Ivano, Manuela,
Piero e Tiziana.
(22 Settembre 2005)
Progetto "Un mattone per Muhanga"
Somme raccolte per la costruzione di un ospedale
| Comunità SS. Salvatore e Madonna delle Grazie |
€ 1989.36 |
| Pesca di beneficenza |
€ 1376.00 |
| Offerte in suffragio della sig.ra Licitra |
€ 1500.00 |
| Fondo Caritas |
€ 1000.00 |
| Scuola Media "Giovanni XXIII" Modica |
€ 744.99 |
| Totale |
€ 6609.95 |
La responsabile del Gemellaggio con
Muhanga
(Lina Paolino)
Modica, 21 Giugno 2005