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La Visita
Pastorale, a lungo preparata e intensamente vissuta, ci ha
fatto sperimentare la presenza del Risorto attraverso il segno
sacramentale del Vescovo, successore degli apostoli e garante
della fede e della comunione nella chiesa.
Mons.
Malandrino ha condiviso per cinque giorni l’ansia pastorale di
una Comunità mandata da Gesù a testimoniare l’amore di Dio
alle donne e agli uomini di questa porzione di Modica, dalla
lunga e radicata tradizione cristiana, aperta al soffio
vivificante dello Spirito, attenta ai segni dei tempi, al
passaggio cioè di Dio nella storia, tesa all’ascolto e alla
condivisione dei problemi dell’uomo del nostro territorio.
Calpestando più volte i ciottoli delle nostre strade, ha avuto
modo di costatare quanta vivacità umana e cristiana c’è tra la
gente di questi quartieri del centro storico che si vanno
sempre più assottigliando e …invecchiando. Lo spirito però
resta giovane e l’impegno è in crescendo. Grazie ad un
progetto pastorale, portato decisamente avanti da decenni, si
respira da sempre la fresca aria del Concilio reinterpretato
dal nostro Sinodo e rilanciato dalle conseguenti scelte
pastorali, prima fra tutte, la missione popolare che ha fatto
scoprire a tanti la missione stessa della Chiesa: ascoltare ed
annunciare cioè il Vangelo dell’amore di Dio per l’uomo
peccatore, celebrare e vivere nella vita il sacramento della
Pasqua, l’Eucaristia, far crescere il senso tangibile
dell’appartenenza a Cristo, cioè la comunione, e portare
frutti di vita nuova nel servizio ai fratelli, specialmente i
meno favoriti come i poveri, gli ammalati, gli stranieri.
Il
Vescovo attraverso i fugaci contatti con tutte le realtà
delle due parrocchie: dai ragazzi agli anziani, dagli ammalati
ai tanti impegnati in vari ministeri di fatto, ha potuto
notare che la costante che alimenta la fede e sostiene
l’impegno è la Parola di Dio, ascoltata e annunciata, e
l’Eucaristia celebrata e vissuta nella vita. La sequela
esigente di Gesù porta così i suoi frutti nella vita di
famiglia, negli ambienti di lavoro, nelle scelte di vita. E
questo, nonostante le difficoltà in crescendo, tipiche di una
società secolarizzata, in cui i valori cristiani rischiano di
essere considerati disvalori e gli pseudovalori sbandierati
come valori da inseguire. Ha potuto costatare quanta dignità
nella sofferenza accettata per amore, quanta dedizione nei
catechisti dei ragazzi, dei giovani e degli adulti, nonostante
i tanti pesi familiari e di lavoro che il vivere oggi impone,
quanto slancio nel volontariato, espresso soprattutto
nell’attenzione agli ultimi, quanta fame di Dio saziata dal
nutrirsi con assiduità della Parola di Dio e dell’Eucaristia,
quanta gioia sul volto di ragazzi, di adolescenti e giovani
puliti. Tutto questo indica che, nonostante le tante nostre
in corrispondenze, il Regno di Dio va sempre più
manifestandosi.
La
conferma, del Vescovo, insignito del mandato apostolico, sulla
strada intrapresa non può che riempirci di pace, e nello
stesso tempo spronarci ad un maggiore impegno, per essere
sempre più fedeli alla missione che ci è stata affidata.Si
richiede adesso una più incisiva testimonianza, un più
alacre impegno, una più intensa comunione tra di noi, con le
altre Comunità del Vicariato, con la nostra Chiesa
particolare, la Chiesa di Noto e attraverso di essa con la
Chiesa universale, convinti che senza una vera, profonda e
armonica comunione non siamo la Chiesa di Cristo.
Don Umberto Bonincontro
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