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Una data di
riferimento fondamentale per ricostruire le vicende
dell'edificazione del Santuario della Madonna delle Grazie è
il 4 Maggio 1615 quando, sulla pendice della collina di
Monserrato, in un cespuglio di bosso che bruciava, fu
rinvenuta, miracolosamente intatta, la sacra immagine della
Madonna col Bambino dipinta su una tavola d'ardesia.
Nell'intercapedine tra la chiesa ed il costone della collina è
visibile, ancora oggi, un'edicola murata sulla parete dove,
secondo la tradizione, fu ritrovato il dipinto.
L'evento si
rivelò a tal punto straordinario che si decise di erigere una
chiesa dedicata a Maria; per la realizzazione del progetto fu
interpellato l'architetto siracusano Vincenzo Mirabella
Alagona, sotto la cui direzione cominciarono i lavori. Il
Santuario venne intanto affidato alla Confraternita del
Bossolo, così denominata dal cespuglio in cui era stato
ritrovato il dipinto; della Confraternita però non si hanno
più notizie già nel Settecento. In seguito all'epidemia di
peste del 1626, i Giurati e i Consiglieri dell'Università di
Modica patrocinarono l'elezione della Vergine a "Patrona della
città" presso il Metropolita di Siracusa, che concesse tale
riconoscimento il 29 luglio 1627. Della Custodia del Santuario
si occuparono in seguito i Padri Minimi di San Francesco di
Paola che furono ospitati nel piccolo convento eretto accanto
al Santuario: fino al 1645, anno in cui si trasferirono nella
chiesa costruita in un luogo poco distante, sullo stesso
costone della collina. Nel 1646 la chiesa fu affidata ai preti
secolari, dal 1650 vi presero dimora i Padri Carmelitani
Scalzi. Il 30 Ottobre 1681 vi si insediarono i Padri Mercedari
che, oltre ad officiare i riti nel Tempio, ebbero l'incarico
di erigere un nuovo convento che rispondesse a criteri
estetici e funzionali più consoni all'importanza dell'Ordine;
ma poiché i costi erano troppo elevati e le risorse scarse, i
religiosi desistettero.
L'imponente edificio venne costruito solo nel 1718, quando si
verificò l'intervento dei Giurati della Città e dei
Procuratori della Chiesa, che concessero ai religiosi una
rendita annua di 120 once per il loro sostentamento e per la
realizzazione dell'opera: ciononostante, dato il cospicuo
impegno finanziario richiesto anche alla Chiesa, si decise di
rimandare il completamento dei lavori e l'edificio, che in
seguito fu chiamato Lazzaretto, perché durante il XVIII secolo
vi vennero ricoverati gli appestati delle epidemie, restò
incompleto. All'arricchimento decorativo del tempio contribuì
tutta la popolazione modicana; lo stesso architetto Mirabella,
morto nel 1624, nel testamento dispose la vendita delle sue
"anticaglie" a favore dell'istituzione di una rendita perpetua
di cui potesse godere la Chiesa. I Padri Mercedari ebbero cura
del complesso religioso fino al 1866 quando il convento
diventò di proprietà comunale, nonostante l'opposizione della
chiesa di San Pietro che accampava diritti su di esso. Il
Santuario venne affidato al prete Enrico Bonomo.
Nel 1902
le Piccole Suore adibirono il convento ad Ospizio di
Mendicità, mentre la chiesa fu affidata a Rettori scelti fra i
preti modicani. Nel 1905 ritornarono i Padri Mercedari che si
stabilirono nel piccolo convento vicino, poichè l'antico
edificio era destinato ormai all'uso di Lazzaretto. Nel 1912
la chiesa di S. Pietro affidò definitivamente ai Padre
Mercedari l'amministrazione del Santuario. Il 22 Luglio 1914
il Capitolo Vaticano, su richiesta di padre Giovanni De Nisco
dei Mercedari, decretò l'incoronazione dell'immagine della
Madonna delle Grazie.
Nel 1960
i Padri Mercedari lasciarono il santuario che fu affidato a
sacerdoti diocesani. Nel 1979 la chiesa fu eretta a parrocchia
e primo parroco fu nominato don Carmelo Cappello. L'8 ottobre
2000 il Vescovo Mons. Malandrino nomina parroco don Umberto
Bonincontro, istituendo l'Unità Pastorale comprendente il
Santuario della Madonna delle Grazie, la Chiesa del SS.
Salvatore e la Chiesa di San Paolo al Carmine.
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