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Le vicende costruttive del
Santuario restano ancora oggi poco chiare e controverse,
soprattutto per quanto riguarda la realizzazione del
prospetto, attribuito nei secoli scorsi all'architetto
Vincenzo Mirabella Alagona che ebbe senza ombra di dubbio un
ruolo significativo nelle vicende costruttive della chiesa, ad
eccezione però della facciata che presenta caratteri
riferibile ad un periodo successivo al suo intervento.
L'attività di Mirabella infatti
è documentata tra il XVI e il XVII secolo, mentre il primo
ordine della chiesa, peraltro incompleto, può essere assegnato
alla prima metà del '700 per la logica compositiva tipicamente
settecentesca, per l'energia trasmessa dalla facciata, a
stento contenuta dalle colonne che demarcano i fianchi
dell'edificio: queste infatti, poste su piedistalli,
trasmettono il senso della pressione dei pesi attraverso l'enthasis,
mentre i capitelli corinzi preannunciano gli esiti futuri
dell'architettura barocca. Pertanto, Mirabella fu chiamato a
intervenire nell'edificio del 1600, ma dei due portali, gli si
può attribuire con maggiore certezza solo quello sul lato
ovest che meglio risponde ai criteri estetici
dell'architettura manierista di quell'epoca per il timpano
spezzato sorretto da due colonne poste su alti podi,
all'interno del quale è bene delineato un arco abbellito da un
motivo decorativo ad intreccio.
Il portale fu inizialmente
ideato come ingresso principale per essere murato poco tempo
più tardi poiché, secondo la tradizione, la sacra effige della
Madonna col Bambino, inizialmente collocata su un altare
improvvisato, si spostava inspiegabilmente in quella che oggi
costituisce la zona absidale della chiesa per vegliare sulla
città; si decise allora di costruire l'attuale portale
d'ingresso concepito secondo forme semplificate e abbellite da
racemi vegetali che si dipartono da due conchiglie, da teste
di cherubini e da uno scudo con lo stemma di Modica. Il
prospetto non fu completato in luogo dei due campanili che
erano stati previsti nel secondo ordine, fu realizzata una
cella campanaria di impatto modesto, collocata sul fianco
sinistro dell'edificio; non furono neppure eseguite le due
statue che dovevano essere poste a lato del portale.
Nel 1744 sul bastione che si
affaccia sulla città era stata collocata una croce in pietra
di cui non rimangono più tracce; successivamente è stata
rimpiazzata da una croce in ferro. Nel piazzale antistante il
Santuario vi era un loggiato che fu abbattuto in seguito alla
trasformazione di questo spazio in Piazza d'Armi; tale
sistemazione è documentata dall'affresco che si può ancora
ammirare sulla volta del presbiterio della chiesa.
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