Home I Sacerdoti Organigramma Forum - Parliamone Insieme Dove Siamo Informazioni
Menu
 MADONNA DELLE GRAZIE

La Storia

Il Santuario

La Festa

Galleria Fotografica

 SANTISSIMO SALVATORE

 

La Storia

La Chiesa

Galleria Fotografica

Villa Alfieri

 
menu
Menu
 ATTIVITA' ED EVENTI

 

La Visita Pastorale

 
Foto Visita Pastorale  

Gemellaggio

 

Diario Settimanale

 

Attualità

 

Gruppo Scout

 

Gruppo Giovani

 

Il Messaggero

 

Corso di Catechesi

 

Gite parrocchiali

 
menu

 

 L'Eucaristia: fonte e culmine della vita cristiana

A partire dal Concilio Vat. II c’è stato uno spostamento d’attenzione dall’eucaristia, considerata nel suo momento rituale in cui si ha la presenza di Cristo, all’eucaristia evento ecclesiale, “fonte e culmine” di tutta la vita ecclesiale (LG 11). *

Un sacramento radicato nell’esperienza umana
Per la gente, la manifestazione più tipica della religione cattolica, è la messa, cioè il rito che si fa ogni volta che si vuole indicare la presenza della chiesa nella società. L’inflazione però porta alla svalutazione, anche se rimane vero che l’eucaristia rappresenta il centro della vita della chiesa, e che l’eucaristia fa la chiesa. Questo segno così originale, in cui si celebra la pasqua del Signore, è costruito su schemi simbolico-rituali comuni, e profondamente radicati nell’esperienza del vivere umano. Non è dunque possibile coglierne pienamente il senso, e viverlo, senza sperimentare quei valori umani che sono nel sacramento simboli dei valori cristiani ed ecclesiali. *

L’eucaristia, per immergerci nel mistero di Cristo e della sua chiesa, parte dalla esperienza umana. Così per es. il rito è legato alla festa. Il tempo degli uomini non è uniforme, ma è scandito da ricorrenze ed avvenimenti. Per la chiesa c’è un giorno tipico per la celebrazione dell’eucaristia: il giorno segnato dall’evento della Pasqua. Per questo l’eucaristia più significativa è quella della domenica. In questo giorno la comunità si riunisce e il credente è portato a riconoscersi in essa. L’uomo infatti è un essere sociale, e sa che ci sono certe manifestazioni a cui si sente in dovere di intervenire per affermare la sua identità personale. Ciò vale sul piano familiare, sociale, religioso, nazionale (una festa, una manifestazione, un matrimonio ecc.). Dunque la domenica, il primo simbolo è l’assemblea stessa dei credenti, il loro riunirsi fa esistere la comunità-chiesa, e il fatto stesso di partecipare conferma la identità cristiana di ciascuno.

L’identità di un gruppo dipende dalla memoria collettiva, dal ricordare e raccontare fatti e avvenimenti che hanno segnato l’esistenza e la storia degli appartenenti a quel gruppo. Nella celebrazione eucaristica ciò si realizza: nella liturgia della parola, in cui vengono presentati le linee-guida della nostra storia attraverso gli eventi della storia della salvezza, e nel racconto dell’istituzione nell’ultima cena, che dà fondamento e senso al nostro “fare questo” in memoria di Gesù. L’eucaristia fu istituita nel contesto di una cena fra amici. Il rito eucaristico consiste in un gesto conviviale: mangiare e bere insieme pane e vino, dopo aver reso grazie a Dio. Alla base sta il simbolismo del nutrimento, un bisogno primario che si traduce in “fame e sete”. Oggi abbiamo difficoltà a percepire la forza del simbolo del nutrimento, non così gli ebrei che hanno provato che significa aver fame e sete. Senza nutrimento non si vive, e senza vita non si sperimenta alcun bene (per questo si usa anche in senso figurato: fame di denaro, di potere, sete di felicità…).

Il cibo bisogna procurarselo, e il cibo per la nostra vita comporta sempre il sacrificio di qualche altra forma di vita (in tutto ciò che mangiamo c’è sempre di mezzo una qualche morte). La nostra vita si nutre di un’altra vita sacrificata per noi. “Prendete e mangiate: questo è il mio corpo sacrificato per voi”, la valenza sacrificale dell’eucaristia ha dunque radici simboliche profonde.

L’eucaristia non si fa con un cibo e una bevanda qualunque, ma con “pane e vino”. Nella cultura mediterranea il pane è il cibo indispensabile a tutti e si trova su ogni mensa (tra noi si dice:buono come il pane, guadagnarsi il pane, mangiare pane a ….) Il pane è “frutto della terra e del lavoro dell’uomo”, ed è significativo della condizione umana, è dono di Dio creatore ma anche prodotto del lavoro umano. E’ frutto di un processo di morte/vita e il prodotto di un processo di distruzione/creazione. (Didachè)

Anche il vino è “frutto della terra e del lavoro dell’uomo”, non è però bevanda indispensabile, è la bevanda della festa, dell’ospitalità, dell’amicizia, dell’allegria (Sir. 31,27-28)*. Il vino che fa bene è quello che si beve in compagnia. Anch’esso deriva da un processo di distruzione/costruzione. Bevuto insieme è segno di amicizia, di alleanza. Il vero segno sacramentale dell’eucaristia è il mangiare e bere “insieme” pane e vino. Il fondamento dell’eucaristia non è semplicemente mangiare per vivere, ma soprattutto il prendere cibo come atto sociale e come aspetto piacevole della vita: il pranzo della festa. Stare a tavola insieme è molto più che un semplice mangiare e bere, è un rito di comunione/unione tra i presenti, favorisce l’integrazione del singolo nel gruppo, è segno di condivisione e di solidarietà. Sedere alla stessa mensa senza vera amicizia è un gesto falso, tradire qualcuno con cui si è mangiato lo stesso pane è come un sacrilegio.

Il pasto sacro appartiene a molte religioni: alcuni offrono cibi e bevande alla divinità (come se fosse l’uomo a sacrificarsi e a donarsi), altri sacrificano animali e perfino esseri umani per nutrire la divinità, altri mangiano la carne sacrificata o il cibo offerto per assimilare l’energia e la forza della divinità, altri infine pensano di mangiare insieme alla divinità per entrare in comunione e sancire un patto di alleanza. Quello che è stato detto non vale però per tutte le culture e comincia ad essere sempre meno significativo anche per noi. Dunque: il linguaggio rituale dell’eucaristia è radicato nel vissuto umano. Il mistero di Cristo e della chiesa che si celebra nell’eucaristia è pervaso di simbolismo che tocca l’esistenza personale, la dimensione sociale e l’esperienza religiosa dell’uomo. Tutto però acquista significato dalla fede che pervade l’intera celebrazione eucaristica e che si esplicita proprio nella preghiera eucaristica.

Torna all'indice degli incontri

 

Copyright © Kronos Web Agency | www.kronosgroup.org