|
Il Corpo
sacramentale di Cristo, e il suo Corpo ecclesiale, si
richiamano a vicenda. E questo proprio avviene nella
celebrazione dell’Eucaristia dove noi diventiamo quello che
riceviamo (S.Agostino). Eucaristia e Chiesa sono così
congiunti da essere l’unico Corpo di Cristo. I credenti sono
battezzati nel nome della Trinità per formare un solo corpo.
Quando la Chiesa celebra l’Eucaristia diventa “ciò che è”.
Dunque la Chiesa fa l’Eucaristia e l’Eucaristia fa la Chiesa.
Comunicando con il Corpo di Cristo, ogni fedele diventa membro
del corpo di Cristo che è la Chiesa. Nei primi secoli spesso
“Corpo di Cristo” indicava la Chiesa, piuttosto che
l’Eucaristia. Alla base c’è il famoso testo di S. Paolo (1 Cor
10, 16-17 e 11, 10-17). Un’Eucaristia senza amore, non è la
Cena di Gesù. E Paolo nel cap.13 (l’inno alla carità) lo fa
capire ancora meglio. Questo dovrebbe interrogarci in merito
alle nostre comunità. Ecco perché il Concilio (SC 10, LG 11,
PO 5) dice che l’Eucaristia è culmine: perché è lì che la
Chiesa rivela pienamente se stessa, cioè “popolo di Dio
radunato”, e sorgente: perché di lì attinge tutte le energie
per la sua missione.
La
dissociazione tra corpo eucaristico e corpo ecclesiale si
consuma nel medioevo. Il punto di partenza è: le tre forme
dell’unico corpo messe in luce da S. Paolo e cioè: il corpo
storico, il corpo sacramentale e il corpo ecclesiale. Lo
Spirito Santo ne è l’artefice: nell’incarnazione e, con le due
epiclesi, nell’eucaristia. In tutto questo periodo il corpo
eucaristico veniva chiamato “corpo mistico” e il corpo
ecclesiale “corpo reale”. All’epoca dell’eresia di Berengario
le espressioni si capovolgono, e così viene chiamato “corpo
reale”, l’eucaristia e “corpo mistico”, la comunità
ecclesiale. Si stacca allora il corpo ecclesiale da quello
eucaristico e così, per riflettere sulla natura della Chiesa,
non si parte più dall’Eucaristia ma dal ministero. Si
sviluppa tutta una teologia dei poteri della “gerarchia” e
quindi della chiesa-istituzione, ignorando la chiesa-comunione
su cui insistevano i Padri. La Chiesa non è più vista come il
Corpo di Cristo ma come una società perfetta gerarchicamente
organizzata. Ne risente subito la liturgia che resta
esclusivamente nelle mani dei preti. La pietà eucaristica di
conseguenza si è orientata verso una devozione
individualistica e sentimentale.
La svolta
data dal Concilio Vat. II, ricuperando l’autentica concezione
di Chiesa, ha ricuperato la giusta concezione dell’Eucaristia:
essa ora appare come il Corpo di Cristo, vivificato e
unificato dallo Spirito e alimentato dall’Eucaristia. Il
Cristo reale rende il corpo ecclesiale reale. Chiesa ed
Eucaristia si illuminano a vicenda, si costruiscono insieme e
sono garanzia l’una dell’altra. L’unico pane richiama ed esige
l’unico corpo. Per questo non è vera la sua celebrazione là
dove manca la comunione.
E’ il
Popolo di Dio radunato nell’unità del Padre, del Figlio e
dello Spirito santo che fa l’ Eucaristia. Questo Popolo è nel
tempo il prolungamento del Cristo. E’ lo strumento di cui si
serve il Cristo per rinnovare – qui ed ora – quella Cena che
ha celebrato la sera prima di morire. E’ l’Eucaristia che fa
la Chiesa. Rende cioè i molti uno e questa unità non è di tipo
psicologico, razziale, culturale. E’ “mistica” cioè è frutto
dello Spirito santo che raduna i figli di Dio dispersi. Il
battesimo e la confermazione portano così a compimento il
frutto, e il peccato, soprattutto l’egoismo che crea le
divisioni, è debellato. L’unità che ne risulta è il riflesso
della comunione trinitaria. E’ l’amore di Dio che viene ad
abitare nei nostri cuori. E’ l’Eucaristia che realizza il
prodigio della Chiesa. Come possiamo dividerci se ci nutriamo
di un unico pane e se siamo tutti alimentati dalla stessa
linfa pasquale che viene dal dono del Cristo?
Potremmo
dire, per concludere, che il disegno di Cristo è fare della
messa il cuore della Chiesa. Quindi l’Eucaristia al centro
della comunità cristiana (PO n.6) e ogni autentica comunità
deve lasciarsi plasmare, cioè deve prendere forma,
dall’Eucaristia.
Ecco il
senso del nostro corso di catechesi: quale Eucaristia per
quale Chiesa? La nostra prassi spesso è diversa e così non
sappiamo “quale Chiesa” perché non capiamo cosa è Eucaristia e
viceversa non sappiamo “quale Eucaristia” perché non capiamo
cosa è Chiesa.
Torna all'indice degli incontri |