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Gesù non compie i miracoli per
convincere coloro che non credono alle sue parole, ma
piuttosto come segni della vicinanza di Dio a chi già crede in
Lui. I miracoli sono segni della realizzazione delle promesse
e del Regno di Dio già presente nella storia. Lo dice Gesù
nella sinagoga di Nazaret (Lc. 4,16-21), lo dice ai discepoli
di Giovanni (Mt. 11,2-6), lo dice a chi lo accusa di far
miracoli con il potere di satana “ Se invece io scaccio…(Lc.
11,20). Se Gesù opera i miracoli come segni del Regno è in
essi che si comprende questa realtà misteriosa e attraverso
essi si scopre la persona del Messia. Riguardo al Regno i
miracoli illustrano ciascuno un aspetto:
·
Il regno di Dio è
liberazione degli uomini dal potere di satana (ossessi)
·
È eliminazione del
male (guarigioni)
·
È liberazione dal
peccato e dalle sue conseguenze (paralitico)
·
È reintegrazione
alla comunità dell’alleanza
·
È vittoria sulla
morte (Lazzaro, figlia di Giairo, figlio della vedova di Nain)
·
È ritorno alla
signoria dell’universo (tempesta sedata)
·
Pane del cielo
(moltiplicazione dei pani)
·
Luce del mondo
(cieco nato, cieco di Gerico)
·
Vita e
risurrezione (Lazzaro)
·
Vincitore del male
(guarigioni)
·
Liberatore dalla
prigionia di Satana (ossessi)
·
Figlio di Dio che
rimette i peccati (paralitico)
·
Signore del creato
(tempesta sedata)
I miracoli non sono segni di
forza né gesti per attirare l’attenzione, anzi Gesù rifiuta
sempre questa prospettiva. I miracoli sono il risultato
dell’impatto tra la potenza dell’amore di Dio e la fede degli
uomini. I miracoli sono però solo indizi del Regno di Dio e
non sono da soli risolutivi. Il vero e definitivo segno, è
quello di Giona, cioè la risurrezione. Per questo Gesù
raccomanda a volte ai miracolati il silenzio, perché sapeva di
essere equivocato.
Occorre
inoltre tenere presente che nella narrazione evangelica non è
facile distinguere il fatto storico del miracolo dalla
rilettura che ne fa la comunità post-pasquale, che ha come
obiettivo di riproporre il messaggio contenuto nei singoli
gesti. La forma letteraria, l’ambientazione e alcuni
particolari, sono spesso suggeriti dall’esigenza dell’annuncio
evangelico e della catechesi, piuttosto che dalla volontà di
trasmettere il ricordo preciso dei fatti. Prova ne è la
divergenza, a volte palese, tra due racconti: sono uno o due i
ciechi guariti all’uscita di Gerico? (Mc. 10, 46-52 Mt. 20,
29-34), così come si può ipotizzare che certe coppie di
miracoli possano essere la duplice versione di un unico
episodio, per es. la doppia moltiplicazione dei pani in Marco
6, 30-44 e 8, 1-10. I vari miracoli si presentano infatti a
noi secondo uno schema prestabilito e cioè: a) presentazione
del caso, b)richiesta da parte del malato o di altri, che
attesta la fede,c) l’intervento di Gesù, d) il risultato:
ammirazione, lode o contestazione
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