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 4° Incontro: I miracoli segni del Regno di Dio

Gesù non compie i miracoli per convincere coloro che non credono alle sue parole, ma piuttosto come segni della vicinanza di Dio a chi già crede in Lui. I miracoli sono segni della realizzazione delle promesse e del Regno di Dio già presente nella storia. Lo dice Gesù nella sinagoga di Nazaret (Lc. 4,16-21), lo dice ai discepoli di Giovanni (Mt. 11,2-6), lo dice a chi lo accusa di far miracoli con il potere di satana “ Se invece io scaccio…(Lc. 11,20). Se Gesù opera i miracoli come segni del Regno è in essi che si comprende questa realtà misteriosa e attraverso essi si scopre la persona del Messia. Riguardo al Regno i miracoli illustrano ciascuno un aspetto:

·        Il regno di Dio è liberazione degli uomini dal potere di satana (ossessi)

·        È eliminazione del male (guarigioni)

·        È liberazione dal peccato e dalle sue conseguenze (paralitico)

·        È reintegrazione alla comunità dell’alleanza

·        È vittoria sulla morte (Lazzaro, figlia di Giairo, figlio della vedova di Nain)

·        È ritorno alla signoria dell’universo (tempesta sedata)

·        Pane del cielo (moltiplicazione dei pani)

·        Luce del mondo (cieco nato, cieco di Gerico)

·        Vita e risurrezione (Lazzaro)

·        Vincitore del male (guarigioni)

·        Liberatore dalla prigionia di Satana (ossessi)

·        Figlio di Dio che rimette i peccati (paralitico)

·        Signore del creato (tempesta sedata)

I miracoli non sono segni di forza né gesti per attirare l’attenzione, anzi Gesù rifiuta sempre questa prospettiva. I miracoli sono il risultato dell’impatto tra la potenza dell’amore di Dio e la fede degli uomini. I miracoli sono però solo indizi del Regno di Dio e non sono da soli risolutivi. Il vero e definitivo segno, è quello di Giona, cioè la risurrezione. Per questo Gesù raccomanda a volte ai miracolati il silenzio, perché sapeva di essere equivocato.

Occorre inoltre tenere presente che nella narrazione evangelica non è facile distinguere il fatto storico del miracolo dalla rilettura che ne fa la comunità post-pasquale, che ha come obiettivo di riproporre il messaggio contenuto nei singoli gesti. La forma letteraria, l’ambientazione e alcuni particolari, sono spesso suggeriti dall’esigenza dell’annuncio evangelico e della catechesi, piuttosto che dalla volontà di trasmettere il ricordo preciso dei fatti. Prova ne è la divergenza, a volte palese, tra due racconti: sono uno o due i ciechi guariti all’uscita di Gerico? (Mc. 10, 46-52  Mt. 20, 29-34), così come si può ipotizzare che certe coppie di miracoli possano essere la duplice versione di un unico episodio, per es. la doppia moltiplicazione dei pani in Marco 6, 30-44 e 8, 1-10. I vari miracoli si presentano infatti a noi secondo uno schema prestabilito e cioè: a) presentazione del caso, b)richiesta da parte del malato o di altri, che attesta la fede,c) l’intervento di Gesù, d) il risultato: ammirazione, lode o contestazione

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