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Esercizi spirituali a S. Anna

sulla Enciclica "Deus Caritas Est"  3° incontro

L’amore nella sua pienezza è stato rivelato: è Dio e viene partecipato all’uomo che ne è l’icona sulla terra. Ai credenti l’amore è stato donato in Gesù. Noi impariamo da Gesù, attraverso la preghiera e l’eucaristia ad avere un grande amore per gli uomini. Lo impariamo nella preghiera, perché nella preghiera sperimentiamo di essere amati da Dio. Lo apprendiamo dall’eucaristia perchè in questo sacramento veniamo coinvolti nella dinamica della donazione di Cristo. Nell’eucaristia amore per Dio e amore per il  prossimo si fondono insieme. Nell’eucaristia incontriamo Gesù e in Gesù incontriamo il prossimo. E’ questa la chiave che apre il cuore e dà speranza. Ciò non crea facili illusioni, che cioè il mondo possa diventare un paradiso; non riduce l’amore a precetto morale, spesso difficile da vivere, né apre la via al sentimentalismo, che sfocia spesso in delusione. Ci assicura però che l’amore è possibile, anzi è la strada per la realizzazione dell’uomo, perché noi siamo fatti ad immagine di Dio, che è amore nella sua essenza. Quando si ama si fa entrare Dio nella nostra vita e si fa rifrangere un raggio della sua luce nel mondo. Questa certezza aiuta i cristiani e la chiesa ad immergere la vita, le scelte e i comportamenti nell’amore; stimola alla conversione quanti si sono ripiegati su se stessi rassegnati a vivere una vita senza amore; ricorda che nessuno può vivere senza amore.

Amare è indispensabile per vivere. Amare è possibile ma non è così facile e spontaneo. C’è bisogno di Dio; c’è bisogno della preghiera, ce lo testimoniano tanti cristiani che hanno fatto della loro vita una testimonianza continua d’amore. La preghiera salva, rigenera e rende fedele l’amore.  “Chi va verso Dio non si allontana dagli uomini, ma si rende invece veramente vicino”. Non ci sono due modi di essere: quello della solidarietà e quello della preghiera, ma l’uno vive nell’altro. L’uno rinvia all’altro. La preghiera ci insegna ad amare oltre i limiti che la storia, la cultura, la politica, il carattere impongono nel rapporto con gli altri, perché ci aiuta a guardare l’altro non con gli occhi della carne ma con quelli del Cristo. Il credente e la chiesa possono amare meglio e di più. La storia mostra come c’è stata sempre la testimonianza della carità nella chiesa che ha saputo scoprire i bisogni e le domande degli uomini che nessuna struttura può esaurire. Nel mondo c’è bisogno di un cuore che vede e che ama, è questo il cuore del discepolo di Cristo e della sua chiesa.

Vivere la carità tocca in profondità la qualità della vita della chiesa. Rende la chiesa più bella, più attraente, più capace di comunicare la luce di Dio. La carità fa risplendere il Signore nella chiesa e nel mondo e quindi evangelizza. Il cristiano – dice il papa – sa quando parlare di Dio, quando tacere di Lui e lasciar parlare l’amore. La carità esprime in modo reale e misterioso la vicinanza del Signore, anzi la comunica. Il vissuto d’amore dei cristiani è il contributo reale della Chiesa per realizzare, in questo mondo difficile, un vero umanesimo. Se il nostro cuore si aprirà al Vangelo di Gesù, il nostro mondo si aprirà di più all’amore.

 

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