|
L’amore
nella sua pienezza è stato rivelato: è Dio e viene partecipato
all’uomo che ne è l’icona sulla terra. Ai credenti l’amore è
stato donato in Gesù. Noi impariamo da Gesù, attraverso la
preghiera e l’eucaristia ad avere un grande amore per gli
uomini. Lo impariamo nella preghiera, perché nella preghiera
sperimentiamo di essere amati da Dio. Lo apprendiamo
dall’eucaristia perchè in questo sacramento veniamo coinvolti
nella dinamica della donazione di Cristo. Nell’eucaristia
amore per Dio e amore per il prossimo si fondono insieme.
Nell’eucaristia incontriamo Gesù e in Gesù incontriamo il
prossimo. E’ questa la chiave che apre il cuore e dà speranza.
Ciò non crea facili illusioni, che cioè il mondo possa
diventare un paradiso; non riduce l’amore a precetto morale,
spesso difficile da vivere, né apre la via al sentimentalismo,
che sfocia spesso in delusione. Ci assicura però che l’amore è
possibile, anzi è la strada per la realizzazione dell’uomo,
perché noi siamo fatti ad immagine di Dio, che è amore nella
sua essenza. Quando si ama si fa entrare Dio nella nostra vita
e si fa rifrangere un raggio della sua luce nel mondo. Questa
certezza aiuta i cristiani e la chiesa ad immergere la vita,
le scelte e i comportamenti nell’amore; stimola alla
conversione quanti si sono ripiegati su se stessi rassegnati a
vivere una vita senza amore; ricorda che nessuno può vivere
senza amore.
Amare è
indispensabile per vivere. Amare è possibile ma non è così
facile e spontaneo. C’è bisogno di Dio; c’è bisogno della
preghiera, ce lo testimoniano tanti cristiani che hanno fatto
della loro vita una testimonianza continua d’amore. La
preghiera salva, rigenera e rende fedele l’amore. “Chi va
verso Dio non si allontana dagli uomini, ma si rende invece
veramente vicino”. Non ci sono due modi di essere: quello
della solidarietà e quello della preghiera, ma l’uno vive
nell’altro. L’uno rinvia all’altro. La preghiera ci insegna ad
amare oltre i limiti che la storia, la cultura, la politica,
il carattere impongono nel rapporto con gli altri, perché ci
aiuta a guardare l’altro non con gli occhi della carne ma con
quelli del Cristo. Il credente e la chiesa possono amare
meglio e di più. La storia mostra come c’è stata sempre la
testimonianza della carità nella chiesa che ha saputo scoprire
i bisogni e le domande degli uomini che nessuna struttura può
esaurire. Nel mondo c’è bisogno di un cuore che vede e che
ama, è questo il cuore del discepolo di Cristo e della sua
chiesa.
Vivere la
carità tocca in profondità la qualità della vita della chiesa.
Rende la chiesa più bella, più attraente, più capace di
comunicare la luce di Dio. La carità fa risplendere il Signore
nella chiesa e nel mondo e quindi evangelizza. Il cristiano –
dice il papa – sa quando parlare di Dio, quando tacere di Lui
e lasciar parlare l’amore. La carità esprime in modo reale e
misterioso la vicinanza del Signore, anzi la comunica. Il
vissuto d’amore dei cristiani è il contributo reale della
Chiesa per realizzare, in questo mondo difficile, un vero
umanesimo. Se il nostro cuore si aprirà al Vangelo di Gesù, il
nostro mondo si aprirà di più all’amore.
Torna all'indice degli incontri
su "Deus Caritas est"
|