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Cosa è
la Chiesa? Qual è la sua missione?
Cristo
rivelando il mistero del Padre svela l’uomo a se stesso e gli
manifesta la sua vocazione. L’uomo è l’immagine di Dio ed è
chiamato a rendere visibile Dio sulla terra, ricreando il
progetto originale. Ciò avviene attraverso un esodo permanente
dall’io chiuso in se stesso verso la sua liberazione nel dono
di sé. E’ il cammino che attraverso la croce lo conduce alla
risurrezione, il cammino del chicco di grano che porta frutto
solo se cade nella terra e muore. Questo cammino ci fa
diventare uno in Cristo e fa superare le divisioni. Il segno
di questa novità è la Chiesa la quale ha come missione di
umanizzare il mondo avvicinando l’umanità a Dio. La Chiesa per
adempiere la sua missione attinge la forza, e guarda come
modello, all’Eucaristia: corpo donato e sangue versato. “Noi
che mangiamo l’unico pane formiamo l’unico corpo…”(1Cor
10,17)L’Eucaristia è la fonte della comunione e per sua natura
non ha carattere intimistico ma sociale in quanto l’unione con
Cristo è unione con gli altri ai quali Egli si dona. La
comunione opera questo movimento: mi fa uscire da me stesso
per farmi diventare una sola cosa con Cristo e con i fratelli.
Nella comunione eucaristica si sperimenta di essere amati e di
amare Cristo e gli altri. Un’eucaristia che non fa crescere
nell’amore concreto è in autentica.
L’amore di
Cristo sperimentato nell’eucaristia spinge i cristiani a
testimoniare l’amore nel mondo. L’amore è vero quando cerca e
promuove il bene integrale dell’uomo. L’impegno nel sociale e
nella politica è connaturale al cristiano e scaturisce dalla
sua identità battesimale: profetica, sacerdotale e regale.
Questa identità la esprime con la proclamazione e la
testimonianza della parola di Dio, con la celebrazione dei
sacramenti, con il servizio di carità che diventa anche
promozione umana. Il papa dice addirittura che il servizio
della carità ha pari dignità rispetto agli altri due compiti
del cristiano. (nn.22,25,32). Tutti e tre i compiti sono
essenziali alla natura della Chiesa. Papa Benedetto vuole
ricordarci che l’amore di Dio e l’amore del prossimo vanno
mano nella mano, del resto S. Giovanni nella sua lettera era
stato chiaro: “Chi non ama il proprio fratello che vede,
non può amare Dio che non vede”(1Gv 4,20) Dio si è reso
visibile in Gesù e continua a rendersi visibile nei discepoli
di Gesù, in noi, cioè nella Chiesa. L’amore è divino perché
viene da Dio e ci unisce a Dio e, mediante questo processo
unificante ci trasforma in un Noi che supera ogni divisione e
ci fa diventare una cosa sola. Quando ciò si realizza noi
manifestiamo sulla terra la Trinità . Fin tanto che lasciamo
intravedere divisioni oscuriamo il volto di Dio e vanifichiamo
la morte di Cristo sulla croce che morì per riunire i
dispersi. Il papa al n.34 ci dice che è l’apostolo Paolo a
darci al cap.13 della 1 Cor “la Magna Carta dell’intero
servizio ecclesiale”. Paolo fa l’elogio dell’agape descrivendo
come essa agisce e come è superiore a qualunque dono dello
Spirito. Ci dice che l’amore cristiano è dinamico ed esclude
ogni negatività e riguarda i rapporti quotidiani con il
prossimo. Non si tratta di aspettare circostanze
straordinarie; è nel vissuto quotidiano che si manifesta. Ed è
la carità che non avrà mai fine mentre i doni un giorno
finiranno. E della triade che caratterizza la vita cristiana:
fede, speranza e carità,”di tutte più grande è la carità”.
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