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Corso di Catechesi 2007

DEI VERBUM


L’inizio della “Dei Verbum” fa trapelare la consapevolezza che la Chiesa ha di sé: “In religioso ascolto della Parola di Dio e proclamandola con ferma fiducia” ed aggiunge che la Parola di Dio, ascoltata con timore religioso e annunciata con fiducia è un messaggio salvifico, cioè una Parola di vita. Si definiva indirettamente l’essenza della Chiesa nella sua duplice dimensione di ascolto e proclamazione della Parola. Chiaramente si affermava la superiorità della Parola su ogni discorso e ogni azione degli uomini di Chiesa. Solo se la Chiesa si mette in ascolto di dio che parla, può annunciare il Vangelo.

La Parola di Dio: annuncio di salvezza
La frase iniziale della Costituzione facendo risaltare la Parola di Dio come messaggio di salvezza e di vita si riallaccia alla Lettera di S. Giovanni: “Ciò che era fin da principio, ciò che abbiamo udito…”(1Gv 1,1) Non si tratta solo di udire, ma di vedere e di toccare, cioè non solo rivelazione della parola, ma anche degli eventi. Dio infatti si manifesta in parole e opere che si illustrano a vicenda. Il parlare di Dio è creativo e quindi è anche agire. Il dire di Dio è fare, diceva S. Tommaso ed il significato del termine ebraico “dabar”. La rivelazione, come diceva S. Agostino, avviene all’interno della storia della salvezza. La rivelazione avviene cioè in una storia concreta ed ha la sua pienezza in Cristo. Dio, attraverso parole ed opere, non rivela qualcosa ma se stesso e la sua volontà. Ciò significa che la Parola di Dio non vuole rivelarci verità arcane a cui l’uomo non può avere accesso con la sola ragione, quanto piuttosto comunicare ad amici la via che conduce alla salvezza. E “l’uomo gli si abbandona tutt’intero e liberamente prestandogli il pieno ossequi dell’intelletto e della volontà…(DV 5). La fede non si ferma alla parola ascoltata, né all’evento salvifico sperimentato ma porta a Dio, che si manifesta in parole ed opere. La Parola di Dio fa sì che ciò che dice si fa realtà presente. Si tratta di una parola efficace che compie ciò che esprime. Essa non dona “qualcosa” ma ci dona l’accesso al Padre, rendendoci partecipi della natura divina. Il fine della rivelazione è chiaro:”perché anche voi siate in comunione con noi. La nostra comunione è con il Padre e col Figlio suo Gesù Cristo”(1Gv. 1,3). La Parola di Dio, in quanto annuncio di salvezza, è messaggio di comunione con Dio e con gli uomini. In quanto tale essa è Parla di vita. (DV 1). Questo messaggio salvifico è rivolto all’umanità intera. Nel Proemio di “Dei Verbum” citando S,. Agostino, si dice: affinché per l’annuncio della salvezza il mondo intero ascoltando creda, credendo speri, sperando ami”(DV 1). La Costituzione pastorale “Gaudium et spes” dirà chiaramente che da Gesù Cristo e dalla sua parola proviene la luce che illumina tutta la realtà; da Cristo proviene anche il senso definitivo dell’uomo, il significato della sua vita, ma anche il mistero della sofferenza e della morte. Nella sua Parola Dio non rivela soltanto se stesso ma anche l’uomo all’uomo (cfr GetS 10; 22; 32).
La Parola di Dio è venuta nella storia una volta per tutte, trovando compimento in Cristo. Adesso deve essere trasmessa come Vangelo dagli Apostoli e dai loro successori. Anche se la predicazione apostolica è “espressa in modo speciale nei libri ispirati”(DV 8), essa non va intesa come un semplice libro, ma come “annunzio e grido della grazia e della misericordia di Dio” come disse Lutero. Questa trasmissione del messaggio avviene “nella predicazione orale, con gli esempi e le istituzioni” (DV 7). Il Concilio lo riassume dicendo: “così la Chiesa nella sua dottrina, nella sua vita e nel suo culto, perpetua e trasmette a tutte le generazioni tutto ciò che essa è, tutto ciò che essa crede”(DV 8). Questo concetto di Tradizione fa problema presso i Protestanti perchè temono che si equipari Tradizione con Chiesa esistente. Ma così non è perché il Concilio ha parlato non solo di ciò che la Chiesa è ma soprattutto di ciò che la Chiesa crede.

La testimonianza che Dio fa di se stesso nella storia avviene nello Spirito Santo, tramite il quale la Parola di Dio è iscritta nel cuore dei fedeli. Egli ce la ricorda e ci guida alla verità tutta intera. La Tradizione è la presenza della parola di Dio nella Chiesa e si rinnova di continuo. Tramite lo Spirito promesso alla Chiesa la Parola di Dio manifestatasi una volta per tutte si fa continuamente viva e presente nella Chiesa. Il Concilio dice: “ Così Dio, il quale ha parlato in passato…” (DV 8). Dunque non c’è identificazione tra Parola di Dio e parola e vita della Chiesa. La Chiesa non può gestire e amministrare la Parola di Dio. Solo come Chiesa che ascolta ciò che lo Spirito ha da dire alle comunità essa può essere Chiesa che proclama la Parola. Del Magistero si dice che “Non è superiore alla Parola di Dio ma la serve….”(DV 10).

 

 

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