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L’inizio della “Dei Verbum” fa trapelare la consapevolezza che
la Chiesa ha di sé: “In religioso ascolto della Parola di Dio
e proclamandola con ferma fiducia” ed aggiunge che la Parola
di Dio, ascoltata con timore religioso e annunciata con
fiducia è un messaggio salvifico, cioè una Parola di vita. Si
definiva indirettamente l’essenza della Chiesa nella sua
duplice dimensione di ascolto e proclamazione della Parola.
Chiaramente si affermava la superiorità della Parola su ogni
discorso e ogni azione degli uomini di Chiesa. Solo se la
Chiesa si mette in ascolto di dio che parla, può annunciare il
Vangelo.
La Parola di Dio: annuncio di salvezza
La frase iniziale della Costituzione facendo risaltare la
Parola di Dio come messaggio di salvezza e di vita si
riallaccia alla Lettera di S. Giovanni: “Ciò che era fin da
principio, ciò che abbiamo udito…”(1Gv 1,1) Non si tratta solo
di udire, ma di vedere e di toccare, cioè non solo rivelazione
della parola, ma anche degli eventi. Dio infatti si manifesta
in parole e opere che si illustrano a vicenda. Il parlare di
Dio è creativo e quindi è anche agire. Il dire di Dio è fare,
diceva S. Tommaso ed il significato del termine ebraico “dabar”.
La rivelazione, come diceva S. Agostino, avviene all’interno
della storia della salvezza. La rivelazione avviene cioè in
una storia concreta ed ha la sua pienezza in Cristo. Dio,
attraverso parole ed opere, non rivela qualcosa ma se stesso e
la sua volontà. Ciò significa che la Parola di Dio non vuole
rivelarci verità arcane a cui l’uomo non può avere accesso con
la sola ragione, quanto piuttosto comunicare ad amici la via
che conduce alla salvezza. E “l’uomo gli si abbandona tutt’intero
e liberamente prestandogli il pieno ossequi dell’intelletto e
della volontà…(DV 5). La fede non si ferma alla parola
ascoltata, né all’evento salvifico sperimentato ma porta a
Dio, che si manifesta in parole ed opere. La Parola di Dio fa
sì che ciò che dice si fa realtà presente. Si tratta di una
parola efficace che compie ciò che esprime. Essa non dona
“qualcosa” ma ci dona l’accesso al Padre, rendendoci partecipi
della natura divina. Il fine della rivelazione è
chiaro:”perché anche voi siate in comunione con noi. La nostra
comunione è con il Padre e col Figlio suo Gesù Cristo”(1Gv.
1,3). La Parola di Dio, in quanto annuncio di salvezza, è
messaggio di comunione con Dio e con gli uomini. In quanto
tale essa è Parla di vita. (DV 1). Questo messaggio salvifico
è rivolto all’umanità intera. Nel Proemio di “Dei Verbum”
citando S,. Agostino, si dice: affinché per l’annuncio della
salvezza il mondo intero ascoltando creda, credendo speri,
sperando ami”(DV 1). La Costituzione pastorale “Gaudium et
spes” dirà chiaramente che da Gesù Cristo e dalla sua parola
proviene la luce che illumina tutta la realtà; da Cristo
proviene anche il senso definitivo dell’uomo, il significato
della sua vita, ma anche il mistero della sofferenza e della
morte. Nella sua Parola Dio non rivela soltanto se stesso ma
anche l’uomo all’uomo (cfr GetS 10; 22; 32).
La Parola di Dio è venuta nella storia una volta per tutte,
trovando compimento in Cristo. Adesso deve essere trasmessa
come Vangelo dagli Apostoli e dai loro successori. Anche se la
predicazione apostolica è “espressa in modo speciale nei libri
ispirati”(DV 8), essa non va intesa come un semplice libro, ma
come “annunzio e grido della grazia e della misericordia di
Dio” come disse Lutero. Questa trasmissione del messaggio
avviene “nella predicazione orale, con gli esempi e le
istituzioni” (DV 7). Il Concilio lo riassume dicendo: “così la
Chiesa nella sua dottrina, nella sua vita e nel suo culto,
perpetua e trasmette a tutte le generazioni tutto ciò che essa
è, tutto ciò che essa crede”(DV 8). Questo concetto di
Tradizione fa problema presso i Protestanti perchè temono che
si equipari Tradizione con Chiesa esistente. Ma così non è
perché il Concilio ha parlato non solo di ciò che la Chiesa è
ma soprattutto di ciò che la Chiesa crede.
La testimonianza che Dio fa di se stesso nella storia avviene
nello Spirito Santo, tramite il quale la Parola di Dio è
iscritta nel cuore dei fedeli. Egli ce la ricorda e ci guida
alla verità tutta intera. La Tradizione è la presenza della
parola di Dio nella Chiesa e si rinnova di continuo. Tramite
lo Spirito promesso alla Chiesa la Parola di Dio manifestatasi
una volta per tutte si fa continuamente viva e presente nella
Chiesa. Il Concilio dice: “ Così Dio, il quale ha parlato in
passato…” (DV 8). Dunque non c’è identificazione tra Parola di
Dio e parola e vita della Chiesa. La Chiesa non può gestire e
amministrare la Parola di Dio. Solo come Chiesa che ascolta
ciò che lo Spirito ha da dire alle comunità essa può essere
Chiesa che proclama la Parola. Del Magistero si dice che “Non
è superiore alla Parola di Dio ma la serve….”(DV 10).
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