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Presentazione
La Bibbia è il libro tradotto in più lingue, più venduto
ma…poco letta, e difficile da interpretare.
I cattolici si sono nutriti di devozioni e hanno ricevuto una
catechesi moralistica, poco nulla alimentata dalla S.
Scrittura.
Lutero ha impostato la Riforma a suon di Bibbia e su questa
scia hanno continuato gli evangelici fino ad oggi. Sullo
stesso solco camminano i Testimoni di Geova.
Purtroppo noi cattolici dobbiamo ricuperare ben quattro
secoli! Nel 1713 Clemente XI ha condannato come errore
giansenista questa affermazione: “studiare e conoscere i
misteri della S. Scrittura è utile e necessario in ogni tempo,
in ogni luogo e per ogni genere di persone. La lettura della
Bibbia è per tutti indistintamente”.
All’nizio del novecento don Giacomo Alberione propugnerà per
primo la diffusione della Bibbia in ogni famiglia dopo aver
constatato che “v’era una specie di persuasione che non si
potesse dare al popolo il Vangelo, tanto meno la Bibbia”.
Cinquant’anni di incomprensioni, di interdetti ed ecco
Giovanni XXIII che nel 1960 fa suo lo slogan “la Bibbia in
ogni famiglia”. Inizia così l’era della Bibbia. Se oggi le
Bibbie non mancano un insieme di circostanze tiene ancora
incatenata la Parola di Dio. Certo la Bibbia non è un libro
facile ma davanti alla Parola di Dio deve essere fatto ogni
sforzo perché sia compresa e quindi meditata e pregata per
tradurla nella vita. L’ateo Nietzesche ci provoca dicendo:”Se
la buona novella della vostra Bibbia fosse scritta sul vostro
volto, non avreste bisogno di insistere così ostinatamente
perché si creda all’autorità di questo libro: le vostre opere
la dovrebbero rendere quasi superflua, perché voi stessi
sareste la Bibbia nuova”.
Il Concilio Vaticano II
nuova pentecoste per la Chiesa del XX secolo, lasciandosi
guidare dallo Spirito, ha risposto all’impellente bisogno di
conoscere la Parola di Dio con la Costituzione “Dei Verbum”
che ha dato un grande impulso non tanto alla diffusione,
quanto alla comprensione della Bibbia. Il documento è il primo
ad essere discusso ma le difficoltà che il Concilio deve
affrontare (si erano subito formati due poli) ha indotto Papa
Giovanni a ritirarlo per sottoporlo ad una rielaborazione. Per
due anni non se ne parlò. Venne ripresentato il 30 settembre
1964. La discussione fu più pacata, ma restavano ancora
incertezze e il documento fu di nuovo ritirato per essere
rielaborato.
Ripresentato nell’ultima sessione (20.9.1965) fu unanimemente
approvato il 18 novembre 1965, quasi a chiusura del Concilio
(8 dicembre 1965).
La Costituzione dommatica sulla Divina Rivelazione “Dei Verbum”
Il centro della “Dei Verbum” è il tema della divina
rivelazione, data all’umanità nella sua pienezza in Gesù al
culmine di una storia di salvezza: la rivelazione è il
nutrimento dei credenti e la vita della Chiesa. La rivelazione
è presentata dall’inizio fino alla vita attuale nelle comunità
e nella liturgia. La Costituzione mostra come la rivelazione
divina, colloquio di Dio con gli uomini, attraverso la storia,
per chiamarli alla comunione con sé, ha il suo culmine nel
Cristo, mediatore e pienezza della
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rivelazione; è presente nella tradizione, in virtù della
missione data agli Apostoli; è contenuta nei libri della
Scrittura, Antico e Nuovo Testamento, e vive nella Chiesa,
nutrendo i credenti nella liturgia, nella predicazione e nella
lectio divina. Deve essere il credente a prendere coscienza
dell’importanza che ha la Parola di Dio nella sua vita, così
da capire che la Parola di Dio lo inserisce in una storia di
salvezza di cui egli è attore, e da sperimentare come la sua
vita è ogni giorno giudicata, illuminata e stimolata dalla
parola divina. Non si tratta di “sapere” verità ma di capire
che cos’è la sua vita: atto di amore da parte di Dio e
chiamata alla santità, a partecipare cioè alla vita stessa di
Dio, questo può capirlo solo se ascolta la Parola di Dio che è
per noi nutrimento, forza, pace, serenità, luce. Dobbiamo
arrivare a capire e a convincerci che la nostra vita non ha
senso se non è illuminata dalla Parola di Dio.
La Rivelazione nella Chiesa
Tema centrale del Concilio è stata la Chiesa come comunione
degli uomini con il Padre, il Figlio e lo Spirito. E’ chiaro
dunque che alla base del discorso stava la Divina Rivelazione,
intesa come dialogo tra Dio e l’uomo, in quanto principio e
fondamento del cristianesimo e quindi norma esemplare di ogni
annuncio cristiano. Fino alla svolta conciliare era
l’apologetica a farla da padrone e la Parola di Dio veniva
usata per appoggiare una determinata tesi. Ne seguiva una
presentazione intellettualistica della Rivelazione che si
serviva di categorie umane e presentava il mistero più in
negativo che in positivo. Dal Concilio Vat.I al Concilio
Vat.II il pensiero teologico va ricercando sull’argomento con
maggiore acutezza fino ad arrivare ad una esposizione chiara
nella Dei Verbum che risente del lavorio dell’intera assemblea
conciliare (dalla Lumen Gentium alla Gaudium et Spes).
L’insegnamento del Concilio
Il discorso che il Vaticano II fa sulla Divina Rivelazione
risente del contesto in cui si è svolto, del mondo a cui si
rivolge, dell’acquisizione della coscienza di Chiesa. Il
Concilio insiste sull’aspetto personale della manifestazione
di Dio. Coglie il dialogo di Dio con l’uomo nel suo dinamismo
trinitario (n.1-4). La Rivelazione si presenta così non solo
come manifestazione del mistero di Dio, ma anche dell’uomo e
trova il suo culmine in Cristo, Dio e uomo (n.2). Questo modo
di considerare la Rivelazione non solo è più aderente alla
realtà, ma si presta meglio alla comprensione di tutti.
Schema della Dei Verbum
• Proemio
Cap. I La Rivelazione
• Natura e oggetto
• Preparazione
• Cristo la completa
• La Rivelazione va accolta con fede
• Le verità rivelate
Cap. II La trasmissione della Divina Rivelazione
• Gli apostoli e i loro successori
• La Tradizione
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