|
La fede
cristiana si fonda su Gesù Cristo, figlio di Dio e nostro
Salvatore. Nel Credo diciamo: “il quale fu concepito…”è la
convinzione della Chiesa che l’origine di Gesù è avvolta nel
mistero. Le affermazioni del Credo derivano dai “vangeli
dell’infanzia” (Mt. 1-2;Lc. 1-2). La denominazione stessa ci
dice che non si tratta della biografia di Gesù ma di
testimonianze di fede elaborate a partire da alcuni dati
storici per dimostrare che Gesù è il Messia promesso e come è
stato accolto da ebrei e pagani. Si trattava di rispondere
alla domanda: “Chi è Gesù” e la risposta è stata: è il Figlio
di Davide, il Cristo, il Salvatore, il Figlio di Dio. Questa
risposta deriva da una rilettura dei ricordi dell’origine
storica di Gesù a partire dalla Pasqua. Tutto il Vangelo è
illuminato dalla Pasqua. I vangeli dell’infanzia non hanno
preoccupazione storica ma di fede, annunciare cioè che in Gesù
si sono compiute le promesse e che è giunta a noi la salvezza.
La concezione ad opera dello Spirito Santo ci dice la
realizzazione delle promesse ha superato ogni attesa.
Matteo,
scrive per gli ebrei, e Luca, scrive per i pagani, le loro
prospettive sono diverse. Matteo apre con la genealogia per
dimostrare che Gesù è figlio di Davide, il Messia che porta
agli uomini la salvezza. La storia da Abramo a Gesù
corrisponde al disegno di Dio e Gesù ne è il compimento. Mt
però nella genealogia introduce una variante: invece di dire
“Giuseppe generò Gesù” dice “Giacobbe generò Giuseppe, lo
sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù”. Gesù cioè discende
da Davide ma è figlio di Dio. Lo spiega in seguito (Mt.
1,20-21) e a conferma cita Isaia 7,14.
Anche Luca
rilegge i fatti dell’infanzia alla luce della Pasqua ma in
maniera diversa. Presenta un parallelo tra il Battista e Gesù
per indicare per un verso la continuità e per l’altro verso la
superiorità. Lc intesse il racconto con parole dell’A.T.
alludendo ad episodi dell’A.T. per es. il saluto e la risposta
dell’angelo (Sof. 3,14ss; Es. 13,21) la benedizione che
Elisabetta rivolge a Maria (Gdt. 13,18ss) il viaggio verso la
montagna (2Sam. 6, 2-11). Ha inoltre un accenno alla
giovinezza di Giovanni e di Gesù e l’episodio di Gesù fra i
dottori del tempio.
I temi che
riguardano la vita e il personaggio di Gesù sono: I genitori
Maria e Giuseppe, la nascita a Betlemme la città di Davide (Michea
5,1), la visita dei Magi, la strage e la fuga in Egitto,
l’insediamento a Nazareth, il Nazareno, i fratelli di Gesù.
Altro testo
famoso ma diverso è il prologo di Giovanni in cui si celebra
l’avventura della Parola che, dal mondo di Dio, scende sulla
terra prendendo dimora nella carne di Gesù, unigenito del
Padre e quindi l’unico in grado di rivelare il mistero del Dio
invisibile (Gv. 1,1-18)
Paolo
sembra non conoscere la storia dell’infanzia di Gesù, accenna
solo al mistero dell’origine in Gal. 4,4 mentre in Rom.1,2-4
presenta Gesù nella dimensione umano-divina.
La
predicazione della Chiesa ben presto si interessa di Gesù ma
anche di Maria, sua madre. Già nel sec.II si crede nella
concezione verginale e serve per affermare la vera umanità di
Gesù. Così S. Ignazio di Antiochia, S. Ireneo, S. Giustino che
nel “Dialogo con Trifone” registra la reazione giudaica a
questa affermazione. Nel sec. II si fa strada anche un’altra
interpretazione della nascita verginale di Gesù ad opera di
gruppi manichei ostili al corpo e al sesso. Per questa strada
si muovono anche alcuni padri della Chiesa (Ambrogio,
Girolamo, Agostino) a questi si agganciano alcune affermazioni
del Magistero. La concezione del parto miracoloso si afferma
solo nel V sec. Siamo di fronte al mistero dell’incarnazione
ben spiegato da Gv nel prologo e da Paolo nella lettera ai
Filippesi 2,6-8.
Deve essere
allora chiaro che l’oggetto della fede è Gesù e non Maria,
anche se Maria ha un ruolo importante. Maria è la donna del
“sì” che permette il compimento del disegno di Dio e che la
colloca accanto al figlio nella storia della salvezza ma anche
davanti a noi come modello di credente. Accogliendo il Verbo
nella fede e nel corpo permette alla salvezza di entrare nella
storia. Sta qui il significato profondo della nascita
verginale di Gesù: dice l’incapacità dell’uomo di salvarsi e
l’onnipotenza di Dio che sa predisporre un nuovo inizio
mediante la potenza creatrice del suo Spirito. La concezione
di Gesù nel seno di Maria ci dice che in Gesù l’essere umano
ha un nuovo inizio. Gesù è il nuovo Adamo. Il parallelo tra i
due Adamo l’ha usato Paolo e lo hanno sviluppato i Padri:
Giustino, Ireneo, Tertulliano. Noi in Cristo diventiamo figli
di Dio (Gv. 1,12ss).
Torna all'indice degli incontri |