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 5° Incontro: La Pasqua

La morte e la risurrezione di Gesù è il centro del messaggio cristiano. Le fonti della morte di Gesù vanno cercate nei vangeli. Questi nascono anzitutto come racconto della passione per non dimenticare che colui che veniva celebrato come Figlio di Dio, Messia, Signore era stato crocifisso. Gesù si fece molto presto dei nemici sia tra il potere politico che religioso. I primi temevano sommosse e gli altri la rimessa in discussione dei fondamenti della religione: Tempio e Legge. Non stupisce dunque se Gesù durante la sua vita annunciò ben tre volte la sua morte e la sua resurrezione: Mc. 8,31; 9,31;10,33-34 e paralleli e la lasciò intendere altre volte attraverso immagini suggestive: Mc. 2,19-20 (lo sposo che sarà tolto) 12,8 (parabola dei vignaioli omicidi) Mc. 14, 8 8la donna che versa olio sul capo) Lc. 13,33 (morrà come un profeta fuori di Gerusalemme) 22,19-20 (corpo dato e sangue sparso per voi). Gesù trovava inoltre dei riferimenti nell’A.T.: il destino del profeta Geremia, Il servo sofferente di Isaia cap.53, il giusto perseguitato dei Salmi (per es.il 22). Vicino a lui la morte del Battista (Mt. 17,12-13)

La Passione Dopo aver celebrato la cena pasquale va pregare nell’orto del Getsemani. Lì viene arrestato da una turba inviata dai sommi sacerdoti e capeggiata da Giuda. I racconti relativi al giudizio non sono uniformi. Per Mt e Mc il sinedrio si riunisce una volta di notte e una di giorno. Lc parla di una sola seduta, di giorno. Giovanni pala di una sola seduta, di notte, nella casa dell’ex sommo sacerdote Anna. Probabilmente le cose andarono così: Gesù, dopo l’arresto, fu condotto da Anna che cominciò ad istruire il processo, poi fu portato da Caifa ed era ancora notte, e qui avvenne il rinnegamento di Pietro. Questa seduta che si protrasse fino all’alba, si tenne davanti al sinedrio. Dopo Gesù fu condotto da Pilato. Da lì uscì per essere crocifisso sul Golgota. Durante il processo davanti alle autorità religiose, di cui non si capisce la portata, vengono rivolte a Gesù le accuse riguardanti il tempio e il suo essere Messia (Mc. 14,58.61). Queste accuse rivelavano la pericolosità dell’imputato. Ma il sinedrio aveva competenza giuridica, poteva cioè pronunziare una sentenza di morte? Alcuni dicevano di no, altri di sì, altri ancora che aveva competenza ma non si voleva compromettere per calcolo politico.  Mt e Mc attestano però la responsabilità delle autorità religiose nei confronti di Gesù.

Il processo davanti a Pilato fu sbrigativo perché Gesù non era cittadino romano e si concluse con la flagellazione. I capi d’accusa furono: turbamento dell’ordine pubblico,  incitamento a non pagare il tributo e di essersi fatto re. La comparizione davanti ad Erode Antipa è esclusiva di Luca.

Pronunciata la sentenza da parte di Pilato si passò all’esecuzione. Viaggio verso il Golgota, requisizione di un passante per aiutare il condannato, ecc. Tutto si è svolto probabilmente il 7 aprile dell’anno 30.

La crocifissione al tempo di Gesù: per i Romani era una pena riservata agli schiavi, ai sovversivi, agli emarginati ed era segno di massima vergogna; per i Giudei era sommo disonore perché l’appeso è una maledizione di Dio e va seppellito il giorno stesso (Dt. 21,22-23). I cristiani l’hanno vista in seguito come potenza di Dio (1 Cor. 1,18-23), come compimento delle Scritture (1 Cor. 15,3-4) e come massima manifestazione dell’amore di Dio “Dio ha tanto amato il mondo…”(Gv. 3,16).

La Risurrezione Agli uomini di tutti i tempi la comunità cristiana annuncia una buona notizia: “Dio ha fatto risorgere Gesù” (Atti 2,32). Purtroppo spesso la risposta è quella data dagli ateniesi a Paolo: “Su questo ti sentiremo un’altra volta” (Atti 17,32).

La risurrezione non è documentabile ma si coglie nella fede e nella vita dei credenti. I discepoli che quel venerdì si erano dileguati e poi si erano chiusi in casa per paura li troviamo alcuni giorni dopo completamente trasformati. Ce lo documentano gli Atti.

La testimonianza dei Vangeli nella loro sobrietà e nelle loro differenze presentano alcune donne che il giorno dopo il sabato vanno al sepolcro. Perché? Per completare i riti della sepoltura (Mc e Lc) per una visita (Mt e Gv). Mc, Lc e Gv dicono che videro una pietra rotolata, entrarono ma non trovarono il corpo di Gesù. Un giovane (Mc), due uomini (Lc) diedero l’annuncio che Gesù era vivo. Gv invece dice che Maria di Magdala non vide nessuno e che corse ad avvisare gli altri che la tomba era stata violata. Mt introduce un discorso apocalittico (28,2-3) sono immagini prese dall’A.T. per descrivere l’intervento vittorioso di Dio sulla morte. Dopo anche alcuni discepoli corsero al sepolcro e costatarono il sepolcro vuoto (Lc. 24,12 e Gv 20,3)

Le apparizioni del Risorto: parole deboli per una esperienza forte. Le differenze testimoniano che lo stesso evento ha provocato in persone diverse, risonanze diverse.

Marco non racconta le apparizioni: colui che scopre chi è Gesù lo proclamerà “Figlio di Dio” senza bisogno di apparizioni. Luca ci racconta tre apparizioni per dirci come riconoscere oggi il Risorto. Ci vuole dire che senza la conoscenza delle Scritture non è possibile riconoscerlo. Per Matteo l’incontro con il Risorto avviene in Galilea sul monte. E siccome c’era stato un tentativo di falsificare gli avvenimenti il suo racconto è un po’ polemico. Giovanni infine scrive per ultimo e deve rispondere alla domanda: “Noi che non abbiamo visto ne toccato Gesù come possiamo credere in lui.

Cos’è avvenuto negli incontri con il Risorto? Superando ogni loro attesa Gesù si fa loro incontro e li fa passare dalla paura al coraggio, dall’incredulità alla fede. È lui in persona, non lo spirito. È il crocifisso-risorto. La sua condizione di vita è radicalmente mutata. È passato da questo mondo al Padre, il suo corpo è glorificato. Per credere bisogna fidarsi della testimonianza degli undici e della comunità cristiana. Per fare esperienza del Risorto è necessario essere con loro. Chi lo avrà incontrato sarà capace di riconoscere la sua presenza nella Scrittura, nell’Eucaristia, nel fratello e sentirà il bisogno di comunicare a tutti la gioiosa notizia che Gesù è risorto ed è il Signore.

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