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La storia
di Gesù si svolge tra il 6 a.C. e il 30 d.C. Dai vangeli
abbiamo alcune notizie e il nocciolo del suo insegnamento
supportato da alcuni segni. La storia di Gesù di Nazaret
appare simile a tante altre ed insieme singolare: come ogni
storia umana si è svolta in un luogo e in un tempo
determinati. Una storia costruita nel divenire, che va dagli
anni oscuri di Nazareth alla svolta segnata dalla vita
pubblica, attraverso i giorni entusiasmanti della predicazione
fino alla solitudine del Getsemani e della Croce. Gesù nacque
a Betlemme sotto l’imperatore Augusto al tempo del censimento
visse in Galilea e svolse la sua attività anche in Giudea.
Dopo il battesimo ricevuto da Giovanni, diede inizio alla sua
missione a 30 anni (Lc.3,23) sotto l’impero di Tiberio,
predicando dapprima al nord e poi anche al sud. Contenuto
centrale della sua predicazione fu il Regno di Dio come
imminente (Mc. 1,14-15) e il pressante invito alla
conversione. L’annuncio fatto con autorità (Mc. 1.22)
differiva da quello dei farisei (attendevano il regno di Dio
come pieno adempimento della legge), degli zelati (volevano
istaurare una teocrazia politica con le armi), degli
apocalittici (sognavano i cieli nuovi e la nuova terra
venienti dall’alto), del Battista che annunciava l’imminente
giudizio divino. Gesù annuncia che il regno di Dio è arrivato
e la salvezza è offerta attraverso la sua parola e la sua
azione e che va accolta con la conversione del cuore.
L’annuncio e l’accoglienza del Regno sono legati alla sua
persona “Seguimi e lascia….(Mt. 8,22). La predicazione e
l’opera di Gesù sono intessute di futuro che si rende ora
vicino, il Regno di Dio entra nella storia cambiandola. Il suo
annuncio è carico di tensione tra promessa e compimento. Le
parabole del Regno dicono che è presente ma non del tutto (Mt.13).
Questo annuncio ha giocato un ruolo determinante nello
scontro tra il profeta Galileo e i potenti religiosi e
politici del tempo. Il potere religioso vi vedeva uno
scardinamento dell’autorità della Legge e il potere politico
vedeva una spinta al malcontento contro l’occupante romano. Il
Nazareno è stato “segno di contraddizione” meritandogli
l’entusiasta sequela di alcuni e il processo-farsa intento dal
potere politico-religioso per eliminarlo.
La vita
pubblica inizia con
il battesimo di Giovanni in cui manifesta la piena solidarietà
con l’uomo mentre il Padre lo presenta al popolo. Affronta poi
la prova nel deserto e così insegna agli uomini come
superare le tentazioni. Chiama alcuni alla sequela e con loro
comincia a percorrere le strade della Galilea. Nella sinagoga
di Nazaret si presenta come il Messia atteso e…rifiutato.
Presenta la sua missione e annuncia il suo destino. Il centro
della predicazione di Gesù era il Regno di Dio. La sua
predicazione si rivolgeva alle folle. Il suo insegnamento era
fatto di frasi chiare, di parabole, di racconti. Il discorso
programmatico è quello delle Beatitudini dove Gesù si presenta
come compimento della legge in Mt. 5-7 e in Lc. 6,20-38.
Matteo riporta poi una serie di insegnamenti per i discepoli
riguardo alla missione (cap.10) e riguardo al loro essere
comunità esemplare (cap.18). Il discorso escatologico è comune
a Mt. (cap. 24) a Marco (cap. 13) e a Luca (cap. 21).
Gesù è
entrato più volte in dialettica con i farisei sull’osservanza
della Legge (Mt.23).
E anche con
i sadducei che avevano una posizione conservatrice e negavano
la risurrezione (Mc. 12, 18-27).
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