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Recuperare il Sacramento della Riconciliazione

La Chiesa italiana è ben conscia della crisi della prassi penitenziale di oggi e così a partire dal Concilio ha cercato di attenzionare il problema senza riuscire a dargli una risposta che trovi accoglienza nelle nostre Comunità. Il tema “Riconciliazione e Penitenza” fu tenuto presente nell’Anno Santo (1975 e 2000)

La CEI ne fece oggetto di un Documento Pastorale “Evangelizzazione e sacramenti della Penitenza e dell’Unzione degli infermi” (12.7.1974) Con lucidità ha rilevato: l’attuale contesto culturale e religioso, la perdita del “senso di Dio”, il concetto di peccato nella mentalità moderna (soprattutto visto come offesa dell’uomo e violenza sulla natura), la crisi della penitenza come itinerario di conversione e come sacramento che la esprime. Come cause: la carenza di evangelizzazione e alcuni problemi pastorali irrisolti.

Il Sinodo dei Vescovi su: “La Riconciliazione e la Penitenza nella missione della Chiesa” del 1983 ha cercato da un lato di rispondere alla crisi del sacramento della penitenza e dall’altro ha cercato di cogliere il grido di un’umanità lacerata dalla violenza, dalle ingiustizie e dalla guerra. Penitenza sacramentale e riconciliazione sociale come unica missione e responsabilità della Chiesa.

Nella proposizione 8 si sottolinea che “la principale manifestazione della mediazione posta dalla Chiesa si realizza nella celebrazione del sacramento della penitenza”. Tuttavia, subito dopo, il Sinodo che la mediazione della Chiesa si manifesta anche in altri modi. Il Sinodo poi dalla proposizione 22 alla 63 si sofferma sulla prassi della Riconciliazione e della Penitenza invitando nella 1^ parte ad un’ampia istruzione catechetica e ad una ricerca teologica più approfondita, nella 2^ parte si sofferma sul rinnovamento della celebrazione e nella 3^ offre alcuni orientamenti pastorali.

Il Papa Giovanni Paolo II il 2.12.1984 pubblicava l’Esortazione apostolica “Reconciliatio et paenitentia”. Il Papa dopo aver sottolineato che la riconciliazione viene da Dio, afferma che la Chiesa ha come missione di annunciare questa riconciliazione e di esserne il sacramento nel mondo. Presenta poi le varie vie di riconciliazione: la preghiera, la predicazione, l’azione pastorale, la testimonianza. Dedica poi la seconda parte a presentare come l’amore è più grande del peccato, soffermandosi sul “mistero di iniquità” che è proprio il peccato come disobbedienza a Dio e divisione tra i fratelli. La terza parte la dedica alla pastorale della penitenza e della riconciliazione, indicando i due mezzi a disposizione della Chiesa: la catechesi e i sacramenti in modo particolare: il battesimo, l’eucaristia e la penitenza. Si sofferma in modo particolare sul sacramento della penitenza o del perdono. Il Papa inoltre elenca alcune convinzioni fondamentali: 1. per un cristiano il sacramento della penitenza è la via ordinaria per ottenere il perdono dei peccati gravi. 2. il sacramento della penitenza è una specie di azione giudiziaria a carattere terapeutico che si svolge pertanto in un tribunale di misericordia e in un luogo di guarigione spirituale. 3. le parti che compongono il segno sacramentale. Alcuni sono atti del penitente: esame di coscienza, contrizione, accusa, penitenza, altri sono atti del confessore, immagine di Dio Padre che accoglie e perdona: l’assoluzione e la soddisfazione o penitenza. 4. il peccato ha un risvolto personale ma anche sociale e così anche la celebrazione.

Il Papa si dilunga infine sulle varie forme della celebrazione. Nel 1985 la Chiesa Italiana celebra il suo II Convegno a Loreto proprio sulla Riconciliazione affrontando nel IV ambito “il sacramento del perdono e gli itinerari di conversione”. Il discorso, in modo esemplare, è stato inserito in contesto più ampio: in rapporto alla Chiesa e alla comunità degli uomini, in stretto rapporto con la Parola, il servizio di carità e l’eucaristia. Il momento sacramentale è ormai considerato come culmine di una più vasta azione ecclesiale per la riconciliazione. Le condizioni per una corretta celebrazione sono state identificate nella educazione penitenziale dei fedeli, in una prassi penitenziale comunitaria, nel confronto con la Parola di Dio e in appositi itinerari penitenziali. La riconciliazione celebrata deve portare alla riconciliazione vissuta nella comunità degli uomini. 

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